Yerevan, Capitale Del Libro E Della Memoria

YEREVAN, CAPITALE DEL LIBRO E DELLA MEMORIA

Paperblog

28 gennaio 2012
Italia

Ogni anno l’Unesco assegna il titolo di Capitale del Libro ad una
citta, con lo scopo di utilizzare i programmi culturali da questa
promossi, per la diffusione del libro e della lettura. Il 2012 è
l’anno di Yerevan, capitale dell’Armenia, proclamata anche capitale
del libro per tutto l’anno in corso. Yerevan sembrerebbe gemellata
con Venezia, dato che quest’ultima lo scorso dicembre, ha allestito
una serie di mostre nelle principali aule museali della citta, per il
cinquecentenario del “primo libro stampato in lingua armena”. Sembra
quasi un atto di fede credere che d’un colpo l’ormai semi-cristiano
occidente possa ricordarsi di un popolo sofferente e dimenticato,
come quello armeno, che ha subito una delle persecuzioni più grandi
del Novecento. La venerazione culturale che nasce in vista di questi
eventi, spesso si scontra con un dato di fatto e con una strana
e alquanto bizzarra presa di coscienza, che fa insorgere in molti
intelletti, un doloso e colpevole senso di imbarazzo e di rimozione,
verso il naturale e oggettivo sacro dovere del ricordo, per il Medz
Yeghern, o più semplicemente, “grande genocidio armeno” per opera e
per mano dei “giovani turchi” nel 1915 e precedentemente gia in un
primo atto di sterminio, nel 1894-96.

Gia, proprio così, il genocidio armeno è fonte di imbarazzo per
molte elite di pensatori europei. Dimenticato, scalzato, abbandonato
al ricordo, solo degli attivisti e dei principali esponenti della
folta comunita armena internazionale, presente in numerosi stati
occidentali. Ma il Medz Yeghern (grande male in lingua armena) c’è
stato davvero e fa comunque parlare di se. Se la Shoah è stata il
male grande del Novecento, il “grande male degli armeni” verificatosi
durantela Prima guerra mondiale non è stato un crimine meno grave. Non
è un ritornello che vuol fare un certo illusionismo storico, volto a
patteggiare per gli armeni, piuttosto che per il popolo ebraico. Non
ci sono ne primi nè secondi, nè una classifica di merito, per le
atrocita o per l’umana ferocia.

Ma va detto, comunque, che risulta doverosa una liturgia del ricordo
universale, quale espressione sentimentale umana che varca i confini
dell’intelligentismo e del tollerantismo, così tanto di moda nel
nostro presente, che faccia in modo, che si possa parlare della Shoah
senza permettere un ulteriore male maggiore, quale il non parlare
del genocidio armeno.

La Shoah c’è stata, così come c’è stato il Medz Yeghern, così come v’è
stato il grande genocidio dei circassi o adighi (come preferiscono
essere chiamati) nel 1864, perpetrato nell’impero zarista di fine
ottocento, per mano dei russi. E se finiva un genocidio, gia ne
cominciava un altro: l’uno figlio e padre dell’altro, tanto da creare
una concatenazione di umano odio, perpetratosi in danno dell’umana
famiglia, per generazioni e generazioni. Ed il Medz Yeghern è stato un
genocidio, con buona pace per tutti quei gruppi di pensatori attuali,
siano essi turchi, siano essi europei di varia estrazione culturale,
che negando l’azione criminale di quei movimenti patriottici turchi
di inizio Novecento, responsabili dello sterminio pianificato ed
orrendo di quasi un milione e mezzo di armeni, vorrebbero gettare in
confusione e nel dimenticatoio, un fatto storico realmente accaduto,
del quale il popolo turco ( così come qualsiasi altro popolo gravato
da proprie responsabilita di governo) si trascina con se le proprie
colpe! Tutto ciò, “normalmente” dovrebbe essere annoverato, ancor
prima di raccontare gli entusiasmanti proclami celebrativi di Ataturk,
nella costituzione di una nazione moderna e tollerante.

Un genocidio attuato in danno delle popolazioni armene della Turchia,
che ad inizio secolo costituivano la principale minoranza nazionale
presente nell’Anatolia orientale, entro i confini del decadente ed
esausto Impero Ottomano, che volgeva alla fine della sua gloriosa
epoca di conquista e di “turanizzazione” dei popoli ad esso soggetti,
non può essere volutamente dimenticato e volontariamente ignorato da
governanti, da statisti, da storici e persino da idealisti.

Eppure il popolo armeno, è sopravvissuto al grande genocidio, ed ha
anche vinto la sua scommessa con la morte e con la barbaria perpetrata
da popoli culturalmente assai inferiori ad esso, e assai in debito
con una cultura, quale quella armena, che decanta innumerevoli pregi
nel campo delle arti e delle conoscenze umane . Ebbene ribadire,
che gli armeni o hayery sono il più antico popolo cristiano della
terra. Si convertirono infatti nel 301 d.C., prima ancora dell’editto
costantiniano, costituendo così il primo popolo cristiano con una
fede ufficialmente proclamata quale religione dello Stato.

La fede armena rappresenta una delle cinque costole del cristianesimo.

Ad essa fa capo la Chiesa Apostolica Armena, una delle chiese
orientali separate dal cattolicesimo romano e dalla ortodossia di
Costantinopoli, ed anche dalla slava cristianita di Mosca e dalla
ulteriore e distinta cristianita copta di Alessandria d’Egitto e di
Addis Abeba e quindi costituente uno dei rivoli del più ampio alveo
dell’insieme di chiese cristiane.

La chiesa apostolica armena, si considera come una chiesa cristiana
anti-calcedoniana, poiche non riconosce i dogmi sanciti nel concilio
di Calcedonia del 451 d.C., con il quale vennero canonizzati i
concetti base della teologia cristiana in merito alle questioni
cristologiche sulla natura trinitaria di Dio. Essa si colloca così,
nel gruppo delle chiese antiche orientali, distaccatesi ancor prima
del Grande Scisma del 1054, che definì per sempre la frattura tra
cattolicesimo ed ortodossia all’interno del mondo cristiano. Frattura
mai più ripristinatasi.

La divina liturgia della chiesa armena, è ricca di grandi significati
antropologici e culturali, relativi a forti legami con un passato
eterodosso, nel quale la divisione teologica, avvenuta in seno alla
prima universalita della chiesa cristiana, ha riguardato oltre che
grandi questioni dogmatico-filosofiche, anche ed in buona parte,
il mantenimento di una forte e pregnante componente culturale
dell’Armenia – nazione gia 150 anni prima del sopracitato Concilio
di Calcedonia. Dal pane azzimo al vino non temperato (non mescolato)
la ritualita della liturgica armena, si arricchisce di quegli elementi
peculiari del piccolo Caucaso, che hanno forgiato il modo di essere
devotamente cristiani-gregoriani col modo di essere e di appartenere
alla comunita nazionale degli “hayk”, cioè del sentirsi pianamente
armeni. Non è difficile immaginare, come possa essere stato tortuoso
e difficile, il percorso storico della nazione armena, circondata
spesso da un mare di ostilita, a causa dell’influenza nefasta di
tanti popoli confinanti. Popoli nomadi e guerrieri, adagiati alle
vecchie vestigia dell’Impero bizantino e tendenti al paradigma felice
dell’oriente persiano, unico punto culturale vicino e compatibile
con essi, ma che è apparso quasi sempre, come una meta inarrivabile
ed un suggestivo miraggio da mille e una notte!

Gli armeni parlano una lingua appartenente alla grande famiglia delle
lingue indo-europee, molto simile all’iranico, ma da esso distinta
non solo per specificita ma anche per la presenza di un alfabeto
totalmente diverso dal persiano. Da un certo punto linguistico,
sono imparentati anche con la lingua greca, e condividono entrambe,
alcune medesime strutture morfologiche, presenti all’antico frigio
parlato un tempo nell’Anatolia e adesso estinto.

Ma più che da un punto di vista linguistico, armeni e greci sembrano
accomunati maggiormente ad una ellenistica forma di condivisione
di ortodossia della fede cristiana. Non è altrettanto difficile
immaginare, come nel secolo scorso, questo popolo del Piccolo Caucaso
sia stato oggetto di conquista, sia dai tanto odiati e brutali invasori
turchi, sia dell’Impero Zarista, che in funzione difensiva spesso
si è valso della qualifica di difensore della cristianita caucasica,
prendendo parte a sanguinose guerre, circostanziate da mille interessi,
giustificati anche da mutevoli ragioni di natura politico-economica.

Dopo essere stati soggiogati per secoli, da molte orde di migrazioni
di popoli nomadi, da sultanati turco-mongoli poi ottomani, dopo essere
stati inglobati da russi per poi diventare sovietici, dopo essere stati
attratti da potenze ad essi ostili, gli armeni sono sopravvissuti,
legati allo spirito forte della loro indole fiera e alla propria
specificita culturale.

Il grande gioco di Rudyard Kipling, nel corso dei decenni, ha
dimostrato sotto vari aspetti, che l’interesse per l’oro nero di
Baku e di tutto il petrolio dell’Azerbaijan, era divenuto fonte
di disperazione per tanti popoli che pur essendo accomunati dalla
lingua e da un cultura compatibile, si ritrovavano nonostante tutto,
accomunati anche dall’avidita e dalla bramosia di ottenere terre
ricche di “nafta”, tanto da piegarsi a logiche strane e contorti
giochi di potere. Molti popoli ufficialmente amici e accomunati da
una bizzarra fratellanza religiosa, cominciarono a detestarsi sino
all’inversosimile.

From: A. Papazian

http://it.paperblog.com/religione-yerevan-capitale-del-libro-e-della-memoria-846059/

Genocide Armenien: Recours Contre La Loi, Petite Detente Avec Ankara

GENOCIDE ARMENIEN: RECOURS CONTRE LA LOI, PETITE DETENTE AVEC ANKARA

Le Parisien

31 Janvier 2012
France

Le Conseil constitutionnel francais a ete saisi mardi d’un recours
contre la loi penalisant la negation du genocide armenien, une demarche
aussitôt saluee par Ankara comme un premier pas vers une “detente”
avec Paris après la crise aiguë declenchee par l’adoption du texte.

Cette saisine a pour effet immediat la suspension de la promulgation
de la loi par le president Nicolas Sarkozy, qui doit normalement –
en l’absence de contestation – intervenir dans les quinze jours
suivant son adoption definitive par le parlement.

Mardi matin, ce sont 72 senateurs et 65 deputes qui ont depose des
recours contre la loi adoptee le 23 janvier, au grand dam de la
Turquie, partenaire strategique majeur de la France.

Dans chacune des chambres, le nombre de signatures recueillies contre
le texte est superieur au minimum requis. Le Conseil constitutionnel
peut en effet censurer une loi qu’il juge contraire a la Constitution,
s’il est saisi par 60 deputes, 60 senateurs, le chef de l’Etat,
le president de l’Assemblee nationale ou celui du Senat.

Le Premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan, ainsi que le president
Abdullah Gul, ont immediatement salue l’initiative des parlementaires.

“C’est une demarche conforme a ce qu’est la France. J’espère que le
Conseil constitutionnel fera le necessaire”, a declare M. Erdogan a
des journalistes, quelques minutes après l’annonce de la saisine.

“Les relations franco-turques vont se detendre. On risquait une
rupture. Pour le moment, cette rupture a l’air d’avoir ete evitee”,
a declare a l’AFP a Paris le porte-parole de l’ambassade de Turquie,
Engin Solakoglu.

Le Conseil constitutionnel doit statuer dans un delai d’un mois,
qui peut etre ramene a huit jours a la demande du gouvernement.

La loi punit d’un an de prison et de 45.000 euros d’amende la
negation de genocides reconnus comme tels par la loi francaise,
dont le genocide armenien.

Le vote de ce texte a provoque une crise profonde avec la Turquie,
qui ne reconnaît pas le caractère genocidaire des massacres d’Armeniens
survenus en Anatolie –les Armeniens parlent de 1,5 million de morts,
Ankara de 500.000 personnes tuees.

Après le vote du texte par l’Assemblee nationale le 22 decembre,
la Turquie, pays membre de l’Otan, avait suspendu sa cooperation
politique et militaire avec la France. Après le vote au Senat, elle
a promis de nouvelles represailles, si la loi etait promulguee par
le president Nicolas Sarkozy.

“Nous sommes toujours sur cette position”, a affirme M. Solakoglu.

“Nous avons pris note de la volonte de l’executif francais. Nous
considerons toujours cette volonte comme un acte hostile a l’egard
de la Turquie”, a-t-il ajoute.

Les relations entre les deux pays se sont refroidies depuis l’arrivee
au pouvoir en 2007 de Nicolas Sarkozy, farouchement hostile a l’entree
de la Turquie dans l’Union europeenne.

Le president francais tentait toutefois depuis le debut de cette crise
de calmer le jeu alors que le texte avait suscite des reticences y
compris au sein du gouvernement.

Le ministre des Affaires etrangères Alain Juppe, notamment, l’a juge
“inopportun”. Et la commission des lois du Senat l’a juge “contraire
a la Constitution”.

Plusieurs elus et responsables politiques, de droite comme de gauche,
etaient hostiles a une loi, a la fois par opposition de principe aux
lois memorielles et du fait de son impact economique et diplomatique
potentiellement negatif pour la France.

La Turquie est un important partenaire economique de la France,
avec 11,7 milliards d’euros d’echanges en 2010, 400 entreprises
francaises implantees et 11,5 milliards d’euros d’investissements
directs cumules francais.

From: A. Papazian

http://www.leparisien.fr/flash-actualite-politique/genocide-armenien-recours-contre-la-loi-petite-detente-avec-ankara-31-01-2012-1838596.php

Genocide Armenien: Sarkozy Embarasse Par La Saisine Du Conseil Const

GENOCIDE ARMENIEN: SARKOZY EMBARASSE PAR LA SAISINE DU CONSEIL CONSTITUTIONNEL

L’Express

31 janvier 2012
France

77 senateurs issus de tous les groupes parlementaires ont depose
un recours devant les Sages contre le texte penalisant la negation
du genocide armenien. Une initiative appreciee par Ankara, mais qui
embarrasse le chef de l’Etat.

“Le president Nicolas Sarkozy a declare mardi aux parlementaires
de la majorite que le recours au Conseil constitutionnel contre le
texte penalisant la negation du genocide armenien “ne (lui) rend pas
service”. Le chef de l’Etat a exprime notamment le risque que si la
proposition de loi etait annulee, il y ait ensuite un recours contre
la penalisation de la negation de la Shoah.

Le Conseil constitutionnel a en effet ete saisi ce mardi d’un recours
depose par des senateurs contre le texte penalisant la negation du
genocide armenien vote le 23 janvier. La proposition de loi portee
par la deputee UMP Valerie Boyer, avait ete a l’origine d’une brouille
entre Paris et Ankara.

Satisfaction d’Ankara

“C’est une demarche conforme a ce qu’est la France. J’espère que le
Conseil constitutionnel fera le necessaire”, a affirme Recep Tayyip
Erdogan aux journalistes, cite par l’agence de presse Anatolie.

“Je tiens a remercier du fond du coeur en personne et au nom du peuple
(turc) les senateurs et les deputes qui ont signe” ce recours contre le
texte, a detaille le Premier ministre .Le president turc Abdullah Gul
a pour sa part souligne qu’il ne pensait pas depuis le declenchement
du processus parlementaire en France pour l’adoption de ce texte que
“les Francais porteraient un tel ombrage a leur pays”.

Le verdict des senateurs

Après le vote du texte par l’Assemblee nationale en fin d’annee
dernière, la Turquie avait suspendu sa cooperation politique et
militaire avec la France. Après le vote au Senat, elle avait promis
de nouvelles represailles, si la loi etait promulguee par le president
Nicolas Sarkozy.

C’est a l’initiative du president du groupe RDSE (a majorite radicaux
de gauche) Jacques Mezard, que la saisine a ete deposee. 77 signatures
de senateurs ont ete recueillies alors que 60 etaient necessaires
pour pouvoir saisir les Sages. Un autre recours a ete depose par
65 deputes menes par Jacques Myard (UMP) et Michel Diefenbacher
(UMP). Par cette procedure, le Conseil constitutionnel peut censurer
une loi qu’il juge contraire a la Constitution.

Le 23 janvier, 86 senateurs avaient vote contre ce texte et 126 pour.

236 senateurs seulement avaient pris part au vote sur un effectif
global de 347 senateurs (un siège est vacant a la suite d’une
invalidation electorale).

Deja adoptee par les deputes le 22 decembre, la proposition prevoit
un an de prison et 45.000 euros d’amende en cas de contestation ou
de minimisation de facon outrancière d’un genocide reconnu par la
loi francaise.

From: A. Papazian

http://www.lexpress.fr/actualite/politique/genocide-armenien-sarkozy-embarasse-par-la-saisine-du-conseil-constitutionnel_1077362.html

Pourquoi Penaliser La Negation Du Genocide Armenien Etait Davantage

POURQUOI PENALISER LA NEGATION DU GENOCIDE ARMENIEN ETAIT DAVANTAGE UNE NECESSITE PSYCHOLOGIQUE QUE POLITIQUE

Atlantico.fr

31 janvier 2012
France

Le Senat a adopte la semaine dernière une loi penalisant la
negation des genocides. Si beaucoup d’Armeniens se felicitent de
cette decision, la Turquie a condamne fermement le vote denoncant un
“acte irresponsable”. Preuve que la question depasse le simple cadre
historique.

Le Senat, a la suite de l’Assemblee nationale, vient de voter la loi
qui penalise ” la contestation ou la minimisation outrancière d’un
genocide “. En cela elle ne fait que completer, en ce qui concerne
le genocide des Armeniens, la loi de 2001 qui le reconnaissait sans
toutefois penaliser sa negation. Cette penalisation de la negation
des genocides s’aligne ainsi sur la loi Gayssot qui reconnaissait et
penalisait la negation du genocide des Juifs. Cependant, le genocide
des Armeniens etant le seul a etre reconnu en dehors de celui des
Juifs, cette nouvelle loi ne concerne pour l’instant que lui. Cela
dit, cette question ayant ete largement rapportee et debattue dans
les medias nous n’y reviendrons pas.

Cependant, on ne peut comprendre les enjeux d’un tel vote, qui pour
certains concernerait un passe revolu, que si l’on comprend que,
justement, ce passe n’est pas revolu et qu’au contraire, loin de
passer, ses effets psychiques destructeurs ne font que s’amplifier avec
le temps et ceci meme s’ils restent largement inconscients. En effet,
la negation d’un genocide maintient au present le meurtre genocidaire
qui reste toujours en activite, et se poursuit pour ses descendants
tant qu’il n’a pas ete reconnu par le pays qui l’a perpetre et, a
defaut, des tiers. Tiers qui, dans ce cas, deviennent plus que des
temoins, des garants de l’existence comme de la destruction de ceux
qui ont ete extermines et dont on a voulu faire disparaître a la fois
les traces et les corps, pour les effacer du present mais aussi du
passe donc du futur.

D’où sans doute face a cela l’obsession, l’acharnement des rescapes
a vouloir temoigner et la hantise de la mort du dernier temoin vivant
qui signifierait alors le risque de la disparition et la chute dans le
neant de tout le groupe. Comme si tant que quelqu’un pouvait encore
temoigner de cette volonte d’effacement des disparus, cet effacement
etait tenu en echec

Ce n’est donc que par cette reconnaissance que ces disparus peuvent,
en reapparaissant, etre reinstalles dans l’humanite et en redevenant
des humains qui, ont vecu, qu’ils peuvent devenir des morts ordinaires
pour leurs descendants. Des morts ordinaires dont il redevient alors
possible a la fois de se souvenir et de faire le deuil (lire a ce
sujet le livre de Daniel Mendelshon : Les disparus). Car nul ne peut
naître ni faire le deuil d’un inexistant.

A partir de la on peut aussi comprendre que la negation d’un
genocide ne puisse etre consideree comme une simple opinion mais
est veritablement un acte qui vient directement poursuivre l’acte
genocidaire sur les descendants de ceux qui furent extermines. Il
n’est donc pas possible de separer la reconnaissance d’un genocide
de la penalisation de sa negation.

N’est-ce pas le sens et ce qu’implique la notion d’imprescriptibilite
qui s’applique aux crimes genocidaires, soulignant ainsi l’atemporalite
de ce crime ?

Il n’en reste pas moins que la reconnaissance essentielle serait celle
de la Turquie. Par ailleurs il est important de ne pas perdre de vue
que si les heritiers des victimes du genocides des Armeniens perpetre
par le gouvernement des jeunes turcs en 1915, demandent et attendent
cette reconnaissance, elle n’est pas moins importante pour le peuple
de Turquie qui, lui, subit egalement les effets de la violence liee
a ce deni (lire le livre de Fethye Cetin : le livre de ma grand-mère).

C’est pourquoi après l’assassinat de Hrant Dink journaliste armeno-turc
assassine devant son journal, une partie de la population et notamment
des intellectuels turcs, s’est mobilisee pour que devienne possible
une prise de conscience collective et une information juste et libre en
Turquie sur cette question mais aussi sur toutes les autres questions
que cette negation entraîne.[1]

Des lors, peut-on dire de ces lois qui s’elaborent dans differents
pays a propos des genocides, qu’elles soient de reconnaissance ou de
penalisation et en l’attente des positions internationales communes,
qu’elles sont autant de rappels et de barrières contre la barbarie ?

Elles visent a briser la filiation des genocidaires pour que desormais
aucun genocidaire ne puisse affirmer comme Hitler le fit : ” Qui
se souvient encore du massacre des Armeniens ? ” et croire pouvoir,
en toute impunite poursuivre, son oeuvre de mort.

[1] Voir entre autres la constitution d’ungroupe international
de travail ” Liberte de recherche et d’enseignement en Turquie ”
en decembre 2011 et l’appel dans Liberation en
date du 25 janvier 2012 et signee conjointement par des chercheurs
Armeniens et Turcs.

From: A. Papazian

http://www.atlantico.fr/decryptage/senat-vote-loi-penalisation-deni-genocide-armenie-turquie-helene-politique-psychologie-peuples-piralian-simonyan-2776
www.gitfrance.fr

Sophie Audouin-Mamikonian, Princesse Aux Anges

SOPHIE AUDOUIN-MAMIKONIAN, PRINCESSE AUX ANGES
par Lisette GRIES

Ouest-France
dimanche 22 janvier 2012
chantepie Edition

Notre invitee, connue pour la serie Tara Duncan, echange avec quatre
lectrices a l’occasion de la sortie de son nouveau roman, La couleur
de l’âme des anges.

“J’ai des millions de fans dans le monde, qui achètent mes livres
juste parce qu’ils lisent mon nom sur la couverture! “Sophie
Audouin-Mamikonian ne donne pas dans la fausse modestie. C’est vrai
qu’elle a su fideliser son lectorat depuis la parution, en 2003,
du premier tome de Tara Duncan, une serie fantasy pour adolescents.

Pendant francais et feminin d’Harry Potter, Tara Duncan est une jeune
‘ sortcelière ‘, qui sera amenee a diriger un empire sur’AutreMonde’,
un univers parallèle. Traduits en 13 langues, les neuf tomes deja
parus se sont vendus a près de 750 000 exemplaires en France.

Quatre lectrices ont rencontre l’auteure au journal, mercredi.

Emballees par son univers fantastique, Manon, Mylène, Pauline et
Lucie ont aussi ete seduites par la personnalite enthousiaste et”
loufoque “de ‘ la pretendante au trône d’Armenie ‘. Mamikonian n’est
pas son nom d’epouse, mais celui de sa grand-mère, princesse armenienne
chassee par les Turcs au debut du XXe siècle.

Avec ses admiratrices, l’auteure a succès est très a l’aise : elle
instaure le tutoiement d’emblee et repond sans detour aux questions.

Si les filles sont toutes febriles a l’idee de passer une heure
avec leur ” ecrivaine preferee “, elles ont aussi deja l’impression
de la connaître. Grâce aux reseaux sociaux et a son blog, Sophie
Audouin-Mamikonian entretient une relation quasi quotidienne avec
ses nombreuses groupies.Ancienne publicitaire de l’equipe de Jacques
Seguela, elle a conserve un sens aigu du marketing et du contact. ”
Hier, vous avez vu, j’avais une robe pour aller au resto avec mon
mari…” ” Oui, la rouge, trop belle! “, la coupent-elles en choeur.

Meme langue

Bonnes elèves, ces inconditionnelles deTara Duncan ont toutes lu le
dernier roman de” Sophie “. Destine a un public de jeunes adultes,
La couleur de l’âme des anges parle d’un univers pose sur le nôtre,
dans lequel evoluent les morts. Devenus anges, ils partagent le monde
des vivants sans pour autant que ces derniers ne les voient. Nourris
de la brume qui emane des sentiments des humains, ces esprits changent
de teinte selon que l’emotion qu’ils avalent est positive ou negative.

Le livre a conquis les quatre jeunes filles, qui l’ont pour la plupart
devore en quelques heures.” On a grandi avec la litterature fantasy
pour nous evader “, avance Lucie, 23 ans, deja mère de trois enfants.

L’energique auteure de 50 ans parle indeniablement la langue de son
public : ” Nan mais attends, c’est juste SU – PER, ce que tu dis! Je
suis trop happy de savoir que ce livre vous plaît, tu vois! “Mais
quand elle evoque ses sources d’inspiration, on comprend que cette
proximite permet aussi de sensibiliser les ados a une culture plus
classique. ” Comment t’est venue l’idee d’associer les sentiments
et les couleurs? “, lui demande Mylène, 15 ans, lyceenne.Sophie:”
C’est en voyant un tableau de Jean Fouquet, un peintredu XVesiècle,
lors d’une exposition sur l’influence de Jan Van Eyck sur ses
contemporains…Il a represente une Vierge a l’enfant entouree
d’angelots rouges et bleus. J’ai imagine que leur couleur dependait
de l’humeur des humains.” Les quatre ecoutent, presque religieusement.

Petite-fille de Pierre Gilles Veber, a qui l’on doitFanfan la Tulipeet
nièce du cineaste et dramaturge Francis Veber, le père duDîner
de cons,Sophie Audouin-Mamikonian a grandi entouree de livres et
distille des suggestions de lecture a ses fans. Qui n’hesitent pas a
lui renvoyer la balle. ” Tu devrais lire Erik l’Homme, c’est vraiment
bien! “, affirme Manon, 17 ans, experte en litterature fantastique.

” Il faut continuer ! ”

Pour ses quatre admiratrices, tous les conseils de la star sont
bons a prendre. ” J’ai commence a ecrire l’histoire d’un personnage
secondaire de Tara Duncan “, souffle timidement Pauline, 17 ans, qui
prepare le bac.” Mais je publie unefanfiction(une fiction ecrite par
un fan) a la fin de chaque tome, il faut continuer! “, l’encourage
celle qui a dû attendre le succès d’Harry Potter pour qu’un editeur
accepte son manuscrit, dix-sept ans après son ecriture.

Ravie de ce nouveau roman pour un public un peu plus averti que
Tara Duncan (” Il y a des scènes de sexe, quand meme… “, promet
l’auteure), Mylène se demande si les livres de Sophie evoluent en meme
temps que l’âge de ses lecteurs. ” Oui, vraiment! Mes bouquins, leurs
succès, Tara, grandissent avec vous…Et vous, vous me voyez rajeunir!

“, lance dans un fabuleux eclat de rire la blonde ecrivaine qui soigne
son look et cultive son esprit ado.

La couleur de l’âme des anges, Robert Laffont, 444 pages, 17,90 ¤.

From: A. Papazian

BAKU: EU Should Appoint Its Representative To Resolve Nagorno-Karaba

EU SHOULD APPOINT ITS REPRESENTATIVE TO RESOLVE NAGORNO-KARABAKH CONFLICT

Trend
Jan 31 2012
Azerbaijan

It is necessary to appoint a special authorized representative
from the European Union as an alternative to France to resolve the
Nagorno-Karabakh conflict, Azerbaijani MP, chairman of the committee in
the Euronest Parliamentary Assembly Fuad Muradov told Trend on Tuesday.

“This person will speak about the Nagorno-Karabakh conflict on behalf
of the EU,” he said.

Mr Muradov said that similar representative was appointed in due
time to resolve the problem with the Balkans and conflicts in the
African countries.

France does not want to agree on that since it intends to defend its
positions in the PACE, he said.

“At present, France preserves the opportunity of interference, though
scanty, in any process in the OSCE Minsk Group,” he said.

This issue must be included on the agenda of the Council of Europe, the
EU, the OSCE, the Organization of the Black Sea Economic Cooperation
and at other platforms for the alternative person, who will deal
with the Nagorno-Karabakh conflict and report back to the European
Parliament, to be appointed in Europe, MP said.

He also stressed that it is doubtful that France will remain in the
OSCE Minsk group.

The conflict between the two South Caucasus countries began in 1988
when Armenia made territorial claims against Azerbaijan. Armenian
armed forces have occupied 20 percent of Azerbaijan since 1992,
including the Nagorno-Karabakh region and seven surrounding districts.

Azerbaijan and Armenia signed a ceasefire agreement in 1994. The
co-chairs of the OSCE Minsk Group – Russia, France, and the U.S. –
are currently holding the peace negotiations.

Armenia has not yet implemented the U.N. Security Council’s four
resolutions on the liberation of the Nagorno-Karabakh and the
surrounding regions.

From: A. Papazian

BAKU: Ruling Party: Fictitious "Armenian Genocide" Leveled Against B

RULING PARTY: FICTITIOUS “ARMENIAN GENOCIDE” LEVELED AGAINST BOTH TURKEY AND AZERBAIJAN

Trend
Jan 31 2012
Azerbaijan

Regardless of where issue of the fictitious “Armenian genocide” is
discussed in whole it is leveled both against Turkey and Azerbaijan,
the ruling New Azerbaijan Party (NAP) said.

“Before and during the discussion of the fictitious “Armenian genocide”
in the French parliament the Azerbaijani side very sharply responded
to it,” Deputy Executive Secretary of the NAP, MP Mubariz Gurbanly
told Trend on Monday.

Earlier, some Turkish mass media outlets tried to diminish Azerbaijan’s
reaction to adoption by the French Parliament of the law criminalising
the denial of the so-called “Armenian genocide”.

Not only today but earlier when work on recognition in the French
parliament of the fictitious “Armenian genocide” was carried out
during the presidency of Heydar Aliyev the Azerbaijani Parliament
and government very seriously responded to this, he said. A very big
protest letter, related to this issue, was sent to the French Senate.

“Later the Azerbaijani side noted Armenia and actions of the Armenian
lobby damaged peace in the regions and we opposed the law,” Mr
Gurbanly said.

Both on the eve of and during the discussion of this law in the French
Parliament in 2011 the Azerbaijani side expressed its position.

Address of President Ilham Aliyev at his meeting with members of
the Turkish parliament, addresses of the head of department of the
President’s Administration Novruz Mammadov and the Azerbaijani Foreign
Ministry, as well as protest letters of socio-political structures of
Azerbaijan, the NAP, youth union of the NAP to the French parliament
and protests of Azerbaijani journalists were published in mass media
outlets. The Turkish embassy and Turkish public were informed on that,
he noted.

“As for some materials published in a number of Turkish mass media
outlets in regard to this issue and speeches concerning allegedly weak
support of Azerbaijan in this issue I believe it’s wrong. I personally
carefully familiarized with two publications of the Turkish press. The
article’s author asks why Azerbaijan didn’t express his attitude toward
this issue at governmental level. However Azerbaijan did express its
attitude at governmental level,” the MP noted.

Azerbaijan openly demonstrated its position, he stressed. The Ministry
of Foreign Affairs as official state structure disseminated statement.

That’s why it’s inadmissible that such articles damaging strategic
friendship and cooperation between Turkey and Azerbaijan are published
in the Turkish press. It is regarded as attempt to direct Turkish
public opinion to faulty course, Mr Gurbanly stressed.

“That’s why we believe such articles shouldn’t emerge and as far
as I am concerned Turkish public opinion is quite fully provided
by information sent by Azerbaijan. I think in future need in such
articles will fall away. It’s impossible to refer these articles to
all Turkish mass media outlets and I didn’t meet such articles in
the official press,” Mr Gurbanly said.

This is not of mass nature and isn’t official position of Turkey,
he noted.

“The official position of the Turkish government is known, it
knows that Azerbaijan and Turkey are allies and work carried out
by Azerbaijan in this direction is also known to all people. These
materials may emerge as a result of activities of groups located
in Turkey that want to harm Turkish-Azerbaijani friendship,” Mr
Gurbanly said.

On Jan.23, after eight hours of discussion, the Senate (upper chamber
of the French parliament) voted for adoption of the law criminalising
denial of the so called “Armenian genocide”. Some 127 senators voted
for, while 86 against.

The bill demands about a year’s imprisonment and a fine of 45,000
euros for denial of the so-called “Armenian genocide”.

Armenia and the Armenian lobby claim that the predecessor of the Turkey
– Ottoman Empire had committed the 1915 genocide against the Armenians
living in Anadolu, and achieved recognition of the “Armenian Genocide”
by the parliaments of several countries.

From: A. Papazian

BAKU: Deputy Speaker: Azerbaijan To Remain Close To Turkey

DEPUTY SPEAKER: AZERBAIJAN TO REMAIN CLOSE TO TURKEY

Trend
Jan 30 2012
Azerbaijan

The issue of the French Senate adopting a law criminalizing the denial
of the so-called “Armenian Genocide” is still on the Azerbaijani
parliament’s agenda, Vice Speaker Bahar Muradova said at a press
conference today.

“The Azerbaijani government and the parliament continue efforts
to prevent the final adoption of the law taking into account its
forthcoming consideration by the French Constitutional Court,”
Muradova said.

“We are categorically against the law, which embodies a historic
injustice,” she said. “Unfortunately, the law was presented upon French
President Nicolas Sarkozy’s initiative, and was adopted by parliament.”

The Azerbaijani parliament adopted an appeal to French MPs on Dec. 30.

Vice Speaker stressed that Azerbaijan perceives any actions against
Turkey’s interests as those directed against it.

“We advise those who follow whether Azerbaijan supports Turkey or
not to do useless work,” she said. “Azerbaijan was always and will
be close to Turkey.”

Previously, Turkish media tried to diminish Azerbaijan’s reaction
to the law criminalizing the denial of the genocide adopted by the
French parliament.

After eight hours of discussion, the Senate (upper chamber of the
French parliament) voted for adoption of the law criminalising denial
of the so called “Armenian genocide”. Some 127 senators voted for,
while 86 against.

The Lower House of the French Parliament adopted a bill criminalizing
the denial of the so-called “Armenian genocide” on Dec.22, 2011

The bill demands about a year’s imprisonment and a fine of 45,000
euros for denial of the so-called “Armenian genocide”.

From: A. Papazian

BAKU: Turkish FM: Turkey Supports France’s Exclusion From The OSCE M

TURKISH FM: TURKEY SUPPORTS FRANCE’S EXCLUSION FROM THE OSCE MINSK GROUP

Trend
Jan 28 2012
Azerbaijan

Turkey supports exclusion of France from the co-chairmansip of the
OSCE Minsk Group, since having adopted law criminalizing denial of
the so-called “Armenian genocide” Paris lost its objectivity, Turkish
Foreign Minister Ahmet Davutoglu said with an interview to CNN Turk.

“Mr Sarkozy during his visit to the South Caucasus had been in Armenia
for 2 days while in Azerbaijan he spent just few hours. It is evidence
of his bias,” Mr Davutoglu said.

The conflict between the two South Caucasus countries began in 1988
when Armenia made territorial claims against Azerbaijan. Armenian
armed forces have occupied 20 percent of

Azerbaijan since 1992, including the Nagorno-Karabakh region and 7
surrounding districts.

Azerbaijan and Armenia signed a ceasefire agreement in 1994. The
co-chairs of the OSCE Minsk Group – Russia, France, and the U.S. –
are currently holding the peace negotiations.

Armenia has not yet implemented the U.N. Security Council’s four
resolutions on the liberation of the Nagorno-Karabakh and the
surrounding regions.

The minister also added if France remains co-chair of the OSCE Minsk
group Turkey also should become a co-chair of this group.

Mr Davutoglu said the French co-chairmanship in this group is wrong
as this country lost its neutrality in this issue.

After eight hours of discussion, the Senate (upper chamber of the
French parliament) voted for adoption of the law criminalising denial
of the so called “Armenian genocide”. Some 127 senators voted for,
while 86 against.

Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan said Turkey was preparing
new sanctions against France.

The Lower House of the French Parliament adopted a bill criminalising
the denial of the so-called “Armenian genocide” on Dec.22, 2011

The bill demands about a year’s imprisonment and a fine of 45,000
euros for denial of the so-called “Armenian genocide”.

MPs from the French President’s Union for Popular Movement (UMP)
party which has the parliamentary majority, proposed the bill which
aims at criminalising denial of the so-called “Armenian genocide” to
the legislative committee of the National Assembly in early December.

Armenia and the Armenian lobby claim that the predecessor of the Turkey
– Ottoman Empire had committed the 1915 genocide against the Armenians
living in Anadolu, and achieved recognition of the “Armenian Genocide”
by the parliaments of several countries.

From: A. Papazian

BAKU: PACE Report On "Enforced Population Transfer As A Human Rights

PACE REPORT ON “ENFORCED POPULATION TRANSFER AS A HUMAN RIGHTS VIOLATION” CAUSES PROTEST BY AZERBAIJANI DELEGATION

APA
Jan 27 2012
Azerbaijan

Strasbourg. Fuad Gulubeyli – APA. A report named “Enforced population
transfer as a human rights violation” was heard at the last plenary
meeting of PACE’s winter session today.

APA’s European bureau reports that information about Azerbaijani
refugees and displaced persons was not reflected in the report which
presented by Lithuanian deputy Egidijus Vareikis, the chairman of the
PACE Committee on Legal Affairs and Human Rights and the situation
in the South Caucasus around this problem was described with common
expressions. The member of Azerbaijani delegation Ganira Pashayeva
expressed protest to this issue. Azerbaijani MP said that enforced
population transfer from their lands and homes was a serious issue:
“We also support the idea that the Council of Europe must seriously
support the settlement of this problem. But the speaker points out in
the report that there were the cases of enforced population transfer
during the developments in the Caucasus. It is needed to describe
this issue concretely and clearly in the report. This report should
be pointed out that about 250 thousand Azerbaijanis were forcibly
resettle from their lands and homes as a result of ethnic cleansing by
Armenia in 1988. We want this fact to be reflected in the document. In
addition, thousands of Azerbaijanis turned into refugees and internally
displaced persons as a result of Armenian occupation of Azerbaijani
lands. These facts should be seriously reflected in the report. I
have already noted that the rights of all people should be protected
individually. But here we are talking about hundreds of thousands of
people. It is necessary to reflect the issues of these people clearly
in the report”.

From: A. Papazian