Il genocidio armeno un’atrocità negata.

Il genocidio armeno un’atrocità negata.

La Provincia di Sondrio

28 Gennaio 2014

Provate a cercare, sul vostro manuale di storia delle superiori, notizie
del genocidio subìto dagli Armeni: non è detto se ne trovi traccia. Perchè
lo sterminio sistematico cui la popolazione che tutt’ora non trova pieno
riconoscimento tra Anatolia e Caucaso è stata sottoposta tra 1915 e 1922
dai governi che si sono succeduti in Turchia (sempre sotto l’occhio
“distratto” delle potenze democratiche europee) rimane uno dei più
significativi casi di genocidio “dimenticato”. Per questo importante
l’incontro di ieri all’Excelsior di Sondrio, dove in occasione del Giorno
della memoria ospiti di Comune, parrocchie cittadine e Istituto sondriese
per la storia della Resistenza c’erano le scrittrici di origine armena
Antonia Arslan e Sonya Orfalian, chiamate a riflettere sull'”Olocausto del
popolo armeno”.

Questione tutt’altro che composta, se in Turchia ancora oggi parlare in
pubblico di “genocidio armeno” comporta fino ai tre anni di carcere: ha sottolineato la Orfalian, autrice nel 2009 di un
trattato (“La cucina d’Armenia”) scritto per mostrare, nell’analisi della
tradizione culinaria del popolo cui la sua famiglia appartiene, i segni di
una tradizione culturale sopravvissuta prima di tutto attorno al focolare.

From: Emil Lazarian | Ararat NewsPress

http://www.laprovinciadisondrio.it/

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Emil Lazarian

“I should like to see any power of the world destroy this race, this small tribe of unimportant people, whose wars have all been fought and lost, whose structures have crumbled, literature is unread, music is unheard, and prayers are no more answered. Go ahead, destroy Armenia . See if you can do it. Send them into the desert without bread or water. Burn their homes and churches. Then see if they will not laugh, sing and pray again. For when two of them meet anywhere in the world, see if they will not create a New Armenia.” - WS