Why She Left Heritage

Why She Left Heritage

Story from Lragir.am News:

Published: 13:16:22 – 19/03/2012

After the publication of the joint election list of Heritage-Free
Democrats bloc yesterday it became known that the Secretary of
Heritage Party Karine Hakobyan was not only absent on the list but
also was no longer a member of the party.

During today’s press conference Karine Hakobyan commented on this,
noting that she has had a number of disagreements with the party over
its strategy and tactics referring to her principled approach to these
issues.

Karine Hakobyan stated that the list was a surprise to her and many
others. She had a different idea on the alliance. According to her,
the list is not grounded. Karine Hakobyan says the list was made by
Raffi Hovhannisian and his advisors, vice-chairman, press secretary.

The Free Democrats list also surprised her. According to her, the list
should be based on the knowledge, public achievements and fame of
figures, while the current list reduces the chances to receive votes.

According to her, the party list is not just a list but also a
personnel policy. Karine Hakobyan noted that she agrees with the
involvement of young people but they need to be known to the society.
The National Assembly is not an experimental field, she said.

Karine Hakobyan noted that she had joined the Heritage to complete
great tasks, and she decided to leave the party as soon as she
understood she has too many disagreements. According to her, she is a
civil society activist rather than a politician.

http://www.lragir.am/engsrc/country25496.html

Sacked Defense Ministry Spokesperson Might Enter Parliamentary Race

Sacked Defense Ministry Spokesperson Might Enter Parliamentary Race

03.19.2012 13:26 epress.am

Defense Ministry press spokesperson Davit Karapetyan (pictured) was
released from his position by Defense Minister Seyran Ohanyan, the
ministry’s press department informed Epress.am.

Karapetyan has been appointed as the advisor of National Security
Council secretary Arthur Baghdasaryan, who is also the leader of Rule
of Law (Orinats Yerkir) party, a junior member in the ruling
coalition.

According to information received by Epress.am, the now former
spokesperson will be one of the top 10 parliamentary candidates in the
Rule of Law list under the proportional system.

The party’s political council has already discussed the matter of
nominating its candidates under both the majoritarian (single-mandate
constituencies) and proportional (party-list) system. A final decision
will be made public following a meeting on Mar. 21.

Russian, US, French top foreign policy officials urge faster NK sett

Interfax, Russia
March 23 2012

Russian, U.S., French top foreign policy officials urge faster
Karabakh settlement

MOSCOW. March 23

Russian Foreign Minister Sergei Lavrov, U.S. Secretary of State
Hillary Clinton French Foreign Minister Alain Juppe said talks alone
can guarantee stability in the Karabakh conflict zone.

Presidents Dmitry Medvedev, Barack Obama and Nicolas Sarkozy
reaffirmed in their joint statement in Deauville on May 24 2011, that
talks alone can bring the settlement process to peace, stability and
reconciliation, while all attempts to use force while settling the
conflict will only bring more suffering to the region, where
uncertainty and the absence of security have existed far too long, the
Russian, American and French top foreign policy officials said in a
joint statement, posted on the Russian Foreign Ministry’s website.

On the occasion of the 20th anniversary since the official proposal
was made to convene a conference on the Nagorno-Karabakh conflict, the
foreign ministers of the countries chairing the Organization for
Security and Cooperation in Europe’s Minsk Group urge the parties to
demonstrate political will needed to achieve a long-lasting peaceful
settlement,” the foreign ministers said.

“We emphatically urge the parties’ leaders to complete the work on the
framework agreement as soon as possible and negotiate a final
settlement pattern, based on the principles, laid down in the Helsinki
Final Act, which envisions the non-use of force and the threat of
using force, as well territorial integrity, self-determination and
equality of states, on the UN Charter and on international law, which
will allow the whole of the region to overcome status-quo and start
moving towards a safer future and prosperity,” the statement says.

sd rb

Terra incognita: alla scoperta dell’Armenia

Il Blog del viaggiatore , Italia
24 marzo 2012

Terra incognita: alla scoperta dell’Armenia

Da Antonio | 24/03/2012 | Lascia un commento

Un piccolo paese senza sbocco sul mare, nella regione del Caucaso, a
metà strada tra Turchia ed Azerbaijan: a conti fatti, un paese di cui
sappiamo veramente poco. Eppure c’è chi giura che, di ragioni per
visitarlo, ce ne sono a bizzeffe: benvenuto in un paese rimasto fuori
dai principali circuiti turistici!

Possiamo affermare con una certa tranquillità che il motore turistico
del paese è mosso dagli stessi armeni. Se il nome del paese è famoso
al pubblico occidentale, gran parte del merito va alla diaspora della
sua gente, che ha fatto fortuna altrove: Charles Aznavour, Youri
Djorkaeff, Francis Veber, André Manoukian, Sylvie Vartan, System of a
Down, Andre Agassi, Alain Prost e tanti altri hanno lì le loro radici.

I numeri, del resto, parlano chiaro: gli armeni residenti nel paese
sono 3,3 milioni, ma si stima che, nel mondo, ci siano più di 11
milioni di armeni.

Geograficamente lontano, storicamente vicino
Diciamolo fin da subito: il patrimonio culturale del paese ne fa una
meta di viaggio estremamente ricca ed appetibile. Si consideri che la
civiltà armena è una delle più antiche al mondo.

Geograficamente appartiene all’Asia, eppure l’Armenia viene spesso
considerata parte del continente europeo, grazie ai suoi legami
storici e culturali con esso: lo sapevi che questa nazione è il più
antico paese cristiano del mondo? Il cristianesimo è stato adottato
come religione di stato sin dal 301 d.C.

Yerevan, la capitale
Un’intensa vita religiosa e spirituale ha forgiato l’identità armena;
eppure il paese si mostra aperto alle nuove tendenze, in un ambiente
dinamico e una miscela di passato e futuro, in perfetto stile europeo.
Del resto puoi scommetterci: quando calano le luci a Yerevan,
l’atmosfera si fa vibrante ed ha inizio la festa.

Quasi la metà della popolazione vive qui, a pochi passi dal confine
turco, nell’Ovest del paese. La città è cresciuta rapidamente durante
il periodo sovietico (dal 1920 al 1991) ed il visitatore è catturato
dai principali edifici eretti in questo periodo: la Piazza della
Repubblica, l’Opera, il Municipio, il cinema Moskva, la Matenadaran…
Senza dubbio, anche gli edifici più antichi sono carichi d’interesse,
come ad esempio la Cattedrale Surp Kritor Lusavorich e la Moschea Blu.

I musei
Galleria Nazionale dell’Armenia. Costruita nel 1921 ed incorporata nel
Museo di Storia dell’Armenia, vanta una mostra permanente con opere di
pittori come Aivazovsky, Chagall, Monticelli, Rousseau, ecc.
Il Museo del genocidio armeno. Sorge ai piedi del Tsitsernakaberd e
presenta numerose prove storiche di questa tragedia, tra cui testi e
foto di coloro che l’hanno vissuta in prima persona, tra il 1915 e
1916.
Il Matenadaran. Una biblioteca, un museo ed oltre 17.000 antichi
manoscritti, tra cui diverse bibbie risalenti al Medioevo.

Le strutture turistiche rappresentano ancora un punto interrogativo,
benché in netta crescita nel corso degli ultimi 50 anni, con
particolare riguardo alle strutture recettive e al sistema di
trasporto: trovare un albergo nella capitale e spostarsi da e per le
principali attrazioni turistiche cittadine non sarà di certo un
problema.

Il Monte Ararat, simbolo armeno

Frontiere ridisegnate nel 1921: il vulcano che si erge ad oltre 5000
metri sul livello del mare passa a far parte del territorio turco. La
ferita è ancora aperta nel cuore degli armeni. Magra consolazione,
l’incantevole vista di cui si gode dalla capitale del paese Yerevan:
la sua vetta innevata è un autentico spettacolo.

La Chiesa di S. Madre di Dio, il Monastero di Khor-Virap, è il primo
luogo `santo’ dell’Armenia cristiana, una destinazione davvero
popolare tra i suoi abitanti. Arrivarci è semplice: si trova non
troppo distante dalla capitale, a pochi passi dal confine con la
Turchia, ai piedi dell’Ararat.

Le ricchezze del paese non si limitano alla sua capitale: sublimi
paesaggi e gioielli architettonici protetti dall’UNESCO. Un esempio?
L’Haghpat, semplicemente magnifico.

Carta d’identità
Capitale: Yerevan (o Yerevan)
Popolazione: 3,3 milioni (stima 2011)
Valuta: Dram (AMD), 1 EUR = 500 AMD
Religione: Cristiana
Quando andare? Bella domanda. L’inverno è terribilmente freddo e
l’estate caldissima. Ecco che si riscoprono le stagioni di mezzo, il
periodo ideale per visitare il paese.

http://www.liligo.it/blog-viaggi/proposte-viaggio/2012/03/24/terra-incognita-alla-scoperta-dellarmenia-10555/

L’Arménie à Venise

Le Figaro Économie, France
Jeudi 22 Mars 2012

L’Arménie à Venise

par Goetz, Adrien

L’objet fait rêver : dans un reliquaire d’argent et d’or, un morceau
de bois pétrifié, sur lequel est placée une croix ornée de pierres
précieuses. C’est une des reliques les plus saintes de l’Église
d’Arménie, conservée d’ordinaire dans la sacristie de la cathédrale
d’Etchmiadzine. Elle n’est montrée, là-bas, que tous les sept ans,
lors de grandes cérémonies présidées ar le catholicos.

C’est une planche de l’arche de Noé. Jacques de Nisibe, contemporain
de saint Grégoire, était parti à sa recherche, vers les sommets
enneigés du mont Ararat, au coeur de l’Arménie. Un ange vola à sa
rencontre et lui apporta ce fragment. Devant ce reliquaire on sent
l’me de tout un peuple. Il est exposé pour quelques semaines encore,
à Venise, là où tant de bateaux ont accosté depuis des siècles, mais
jamais encore celui-là, le plus sacré et le plus ancien de tous.
L’arche de Noé place Saint-Marc, dans les salles archéologiques du
Musée Correr, à quelques pas des mosaïques de la basilique qui le
représentent, le symbole est fort : la République d’Arménie, aidée par
les musées municipaux de Venise, a pris l’initiative d’une exposition
qui montre dans toute sa splendeur la culture de ce pays – pour une
fois, on n’en parle pas seulement pour le souvenir du martyre subi au
début du XXe siècle. Il y a cinq cents ans était imprimé à Venise le
premier ouvrage en langue arménienne. Sur la lagune, la communauté
arménienne était forte. L’exposition, qui consacre une section à la
Venise des Arméniens, ne se limite pas à rassembler les témoignages
artistiques de cette histoire qui commence avec l’Évangile de
Trébizonde, manuscrit du Xe siècle conservé dans la bibliothèque du
monastère de San Lazzaro degli Armeni. Ces quelques salles de musée
tendues de noir sont une arche où se trouvent embarqués les
témoignages les plus glorieux de ce pays si longtemps oublié. On
découvre une pensée scientifique, la philosophie médiévale qui
rayonnait depuis ce carrefour des civilisations. En Arménie, des
savants inventaient des symboles, traçaient des cartes, composaient
une musique et savaient la noter. Ce peuple de voyageurs donna
naissance à des communautés en Inde et dans l’océan Indien. Des livres
et des atlas, en alphabet arménien, étaient imprimés jusqu’au XIXe
siècle d’Amsterdam à Singapore, de Marseille à Ispahan. Pour saluer
les Arméniens, une exposition comme celle-là, c’est peut-être mieux
qu’une loi…« Arménie, impressions d’une civilisation », jusqu’au 10
avril, Musée Correr, Venise. Catalogue Skira, en français, 29 eur.

OSCE Minsk Group to settle Karabakh conflict – Armenia

Vestnik Kavkaza, Russia
March 25 2012

OSCE Minsk Group to settle Karabakh conflict – Armenia

The OSCE Minsk Group mediator co-chair states, featuring Russia, the
U.S. and France, have the mandate corresponding to an agency of the
international community to deal with the Nagorno-Karabakh peace
process, the statement made by the Armenian Foreign Minister Edward
Nalbandian says in connection to the 20th anniversary of the
establishment of the OSCE Minsk Group, News.am reports.

`20 years ago today, by the decision of the Foreign Ministerial
Council of the Conference for Security and Cooperation in Europe, the
Minsk process of the Nagorno-Karabakh conflict settlement was
launched. As a result, the Minsk Group and its Co-Chairmanship were
formed, with the goal of reaching a peaceful settlement through
negotiations, based on the basic principles of international law.

“The Minsk Group Co-Chairmanship of Russia, the United States and
France is the only mediation structure dealing with the
Nagorno-Karabakh issue with the relevant mandate of the international
community.

“The Co-Chairs of the Minsk Group have made an important contribution
to preserving the ceasefire, the reduction in tension in the conflict
zone, the continuation of negotiations between the sides and
elaborating the principles of the peaceful settlement of the conflict.
In preserving the ceasefire the Co-Chairs are effectively cooperating
with the Personal Representative of the OSCE Chairman-in-Office, who
also has an important role in the preservation of the ceasefire,” the
statement reads.

Disparition de la championne de tir Zinaïda Simonian

SPORTS
Disparition de la championne de tir Zinaïda Simonian
elle était l’une des légendes du sport arménien

L’Arménie vient de perdre l’une de ses plus grandes championnes.
Zinaïda Simonian la championne de tir vient de disparaitre suite à une
courte mais foudroyante maladie. Elle avait 62 ans. Zinaïda Simonian
avait été à 18 reprises championne d’Union soviétique de tir, 16 fois
championne d’Europe et plusieurs fois médaille d’or mondiale. Elle
avait établi 56 records d’Europe et du monde et devenait l’une des
légendes du sport arménien. Récompensée par la médaille « Movsés
Khorénatsi » » et par de nombreux titres soviétiques dont celui de «
Maître des sports », elle était également membre du Comité national
olympique arménien.

Krikor Amirzayan

dimanche 25 mars 2012,
Krikor Amirzayan ©armenews.com

Le chameau « manque de politesse » et crache sur le préfet à Barda e

CHAMEAU CRACHEUR
Le chameau « manque de politesse » et crache sur le préfet à Barda en
Azerbaïdjan
toute la ville en parle…

A Barda en Azerbaïdjan l’unique conversation depuis plusieurs jours
est l’histoire du chameau qui a craché sur le préfet de la région. Le
19 mars, à l’occasion de la fête du Newrouz la foule était réunie au
stade municipal de Barda qui accueillait une forte délégation des
autorités locales. Mais un évènement allait aussitôt éloigner ces
derniers du stade. Le journal « Azadlek » rapporte que l’un des
chameaux apportés au stade pour les festivités « a fait preuve
d’impolitesse » en crachant sur le préfet de région et des
personnalités qui se tenaient près de lui. Le préfet qui avait eu
l’indélicatesse de s’intéresser de près aux décorations du chameau fut
ainsi récompensé d’un large crachat…Très irrité, le préfet a préféré
s’éclipser du stade sous les rires du public. Depuis toute la ville de
Barda évoque cet incident. La rumeur rapporte que même le chameau sait
sur qui cracher…

Krikor Amirzayan

dimanche 25 mars 2012,
Krikor Amirzayan ©armenews.com

"WSJ" reportage sur l’Arménie, « cette Terre Sainte oubliée »

MEDIAS
« The Wall Street Journal » reportage sur l’Arménie, « cette Terre
Sainte oubliée »

« Découverte d’une Terre Sainte oubliée » est le titre d’un reportage
sur l’Arménie paru dans « The Wall Street Journal ». Un large article
signé Denis Berman consacré à cette « terre à la culture millénaire et
riche en églises et monastères ». Parmi les sites visités, le
monastère de Haghpad « où l’on entend à travers ses murs anciens, un
son chaleureux qui se transforme progressivement en symphonie ». Le
reportage évoque le génocide de 1915, le blocus frontalier de la
Turquie et de l’Azerbaïdjan. D. Berman, en compagnie de sa femme a
séjourné l’été dernier en compagnie de son épouse en Arménie. Il
évoque avec une grande admiration les monastères de Haghpad, Sanahine
et Keghart. Le journaliste de « The Wall Street Journal » est
impressionné par la force qui se dégage de ces lieux du christianisme
en Arménie.

Krikor Amirzayan

dimanche 25 mars 2012,
Krikor Amirzayan ©armenews.com

On ne badine pas avec l’armée

APPEL
On ne badine pas avec l’armée

Comme l’Arménie appartient à une civilisation de l’écriture, que sa
capitale a été désignée pour 2012 par L’UNESCO capitale mondiale du
livre, elle a choisi cette année pour étaler au grand jour sa bêtise
et porter sur la place publique ses vieux démons, à savoir sa haine de
la culture vivante, de la culture de contestation, et de tous ceux qui
remettent en cause les valeurs irrespirables de la grande patrie, à
commencer par ses écrivains.

Après avoir augmenté le prix du livre, voilà qu’àprésent ce
gouvernement s’en prend à la littérature. La police vient de convoquer
dans ses bureaux le jeune Hovhannès Ishkhanian, auteur d’un recueil de
nouvelles intitulé « Jour de démobilisation ». Il ne s’agit pas ici de
juger de la qualité d’une `uvre mais du fait qu’un écrivain doive
rendre des comptes sur ce qu’il écrit à des services qui sont les
gardiens d’une culture dogmatique. L’Arménie serait-elle revenue au
temps où sévissait la police politique et où l’on expédiait à la mort
ou en Sibérie les esprits libres, trop libres ?

Le moins que l’on puisse dire, les nouvelles en question
participeraient d’un climat de désespérance générale par les questions
qu’elles posent et particulièrement sur l’ambiance délétère qui règne
au sein de l’armée. « Je me suis réveillé, écrit-il, et j’ai vu que je
pleurais. Mais pourquoi tu pleures, me suis-je dit à moi-même ? Je
pleure parce que j’accomplis mon service… » Voilà le genre de phrase
qui vous casse le moral alors que l’armée arménienne doit montrer les
dents face à un ennemi qui traque vos moindres faiblesses. De fait,
Hovhannès Ishkhanian n’aura fait que restituer d’une manière
romanesque son expérience militaire. Que demander de plus à un
écrivain sinon de témoigner des pathologies de son peuple et de ses
institutions ? Non pas pour démolir systématiquement ces institutions
mais pour montrer qu’elles peuvent occasionner des souffrances
inutiles. Et Dieu sait combien les soldats arméniens y sont souvent
l’objet de chantage, de manipulations, de punitions inutiles : Il
écrit : « l’armée, où l’on peut te punir d’avoir enfreint aux règles,
mais aussi te punir même de les avoir respectés ». Ainsi, conscients
de servir leur patrie, les jeunes recrues se trouvent parfois plongées
dans un système qui n’a de compte à rendre à personne sous prétexte
que le pays est en danger et que l’obéissance doit être totale. Il est
vrai que le peuple arménien a tendance à oublier qu’il est en guerre
et que la vigilance est de rigueur contre ceux qui visent à casser le
moral des troupes. Mais dès lors qu’on permet à des écrivains
d’exister et qu’on exalte le livre, on doit s’attendre à des conflits
culturels entre l’esprit de liberté qui anime la création artistique
et l’obéissance aux règles de la guerre.

Ainsi donc, faute de loi sur la censure, la police s’est adressée au
ministère de la culture pour en trouver une visant à condamner
l’auteur. Et quelle loi plus appropriée que celle portant sur la
pornographie.

Il faut défendre l’écrivain Ishkhanian !

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dimanche 25 mars 2012,
Jean Eckian ©armenews.com